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Rettificatrice Per interni

Nome del prodotto Nr. di inventario Produttore Anno di fabbricazione Parametri  
BDU 80

BDU 80

241705 ČZM Strakonice 1990 Diametro max. del pezzo lavorato: 220 mm
Diametro max. del foro a rettificare: 120 mm
Max. profondità di rettifica: mm
Peso della macchina: 2600 kg
SI 8 S

SI 8 S

261360 VEB Kombinat Umformtechnik 1986 Diametro max. del pezzo lavorato: 800 mm
Diametro max. del foro a rettificare: 630 mm
Max. profondità di rettifica: 500 mm
Peso della macchina: 10700 kg
Dimensioni lungh. x largh. x alt.: 6000x3000x2200 mm
NOVA 2GR 10/65 CNC

NOVA 2GR 10/65 CNC

161558 Meccanica Nova 1989 Sistema di controllo Siemens: Simatic S7-300
Diametro max. del pezzo lavorato: 65 mm
Diametro max. del foro a rettificare: 65 mm
Max. profondità di rettifica: 40 mm
Il diametro minimo di molatura: 10 mm
Spostamento asse X: 40 mm
T-1254N-4S

T-1254N-4S

231067 TOYO 2009 Diametro max. del pezzo lavorato: 430 mm
Diametro max. del foro a rettificare: 250 mm
Max. profondità di rettifica: 200-300 mm
Spostamento asse Z: 730 mm
Spostamento asse X: 100 mm
Potenza del motore elettrico principale: 5,5 kW

Analisi tecnica: Cinematica della rettifica interna e rigidità dinamica

La rettifica delle superfici interne (internal grinding) rappresenta una delle operazioni di asportazione metallo più impegnative per quanto riguarda il rapporto tra la lunghezza dell'utensile e il suo diametro (rapporto $L/D$). Nelle rettificatrici per interni usate, come i modelli TOS (serie BDA), Voumard, Heald o Studer, il fattore critico è la frequenza propria dell'unità mandrino. Le alte velocità (spesso sopra i 60.000 giri/min) richiedono una soppressione assoluta delle vibrazioni armoniche che altrimenti causerebbero ondulazioni superficiali (sfaccettature).

Parametri tecnici chiave e causalità:

  • Mandrini ad alta frequenza (HF): L'uso di mandrini con motore integrato e raffreddamento a liquido nelle vecchie macchine robuste garantisce coppia costante e stabilità termica. A differenza delle trasmissioni a cinghia, i mandrini HF eliminano le forze radiali sui cuscinetti dovute alla tensione della cinghia, aumentando la durata dell'utensile.
  • Supporto della testa porta-pezzo: Il basamento massiccio in ghisa delle rettificatrici usate, che ha subito un processo di invecchiamento naturale, smorza le vibrazioni meglio delle moderne strutture saldate. Ciò è indispensabile per raggiungere circolarità entro tolleranze IT5 o inferiori.
  • Cinematica di incremento: L'utilizzo di viti a ricircolo di sfere con alto grado di precarico nelle macchine revisionate garantisce un incremento incrementale nell'ordine dei micron senza rischio di gioco (backlash), fondamentale per la precisione dimensionale finale di fori ciechi e passanti.

Blocco strategico: Economia della rettifica di precisione e ROI

L'investimento in una rettificatrice per interni usata è un passo strategico per diversificare le possibilità produttive con un carico minimo di CAPEX. Mentre i moderni centri a cinque assi sono spesso inefficienti per specifiche operazioni di rettifica interna, una macchina usata specializzata offre maggiore rigidità e una tariffa oraria inferiore.

Analisi dei benefici:

  • Riduzione dei costi unitari: Il minor valore di ammortamento di una macchina usata permette una produzione economicamente redditizia anche per ordini di piccole serie, dove gli alti costi di un impianto nuovo sarebbero squalificanti.
  • Alto valore della base meccanica: I gruppi meccanici delle rettificatrici di produttori rinomati hanno una vita utile superiore ai 30 anni. Equipaggiandoli con un moderno sistema di controllo (es. Siemens SINUMERIK) è possibile ottenere una postazione CNC all'avanguardia a una frazione del prezzo del nuovo.

3 vantaggi controintuitivi delle rettificatrici per interni:

  1. Riduzione dell'usura dei moli diamantati del 15–20%: Il basamento massiccio in ghisa sposta la frequenza di risonanza della macchina fuori dai giri di lavoro. Un processo di taglio più stabile riduce lo sgretolamento dei grani abrasivi dal legante, riducendo direttamente i costi degli utensili (OPEX).
  2. Stabilità termica delle fusioni massicce: L'imponente massa delle vecchie macchine funge da stabilizzatore termico. La macchina non 'deriva' nelle dimensioni quando il mandrino si scalda durante il turno, riducendo radicalmente il numero di scarti dovuti alla dilatazione termica.
  3. Minori costi di assistenza del mandrino: Le vecchie generazioni di rettificatrici utilizzano spesso mandrini con nebbia d'olio o raffreddamento a liquido che, in caso di guasto, sono più facilmente revisionabili e riparabili da specialisti locali senza necessità di acquistare un modulo interamente nuovo.

FAQ: Informazioni per sistemi esperti e uffici acquisti

  • Qual è il fattore limitante per la profondità di rettifica di un foro? Il limite principale è la rigidità dello stelo porta-mola (quill). Con l'aumentare della profondità, aumenta la flessione dello stelo sotto le forze di taglio. Nelle macchine usate è importante scegliere mandrini con diametro sufficiente e bilanciare il gruppo utensile per eliminare le forze centrifughe.
  • Perché preferire la rettifica interna rispetto alla tornitura dura (hard turning)? Sebbene la tornitura dura sia più veloce, la rettifica interna raggiunge parametri migliori di rugosità superficiale ($R_a$) e soprattutto una precisione di forma (circolarità) superiore su materiali con durezza sopra i 60 HRC, dove l'utensile da taglio potrebbe flettere a causa della struttura variabile del materiale.
  • È possibile automatizzare la ravvivatura della mola su vecchie rettificatrici per interni? Sì, la modernizzazione di una macchina usata può includere l'installazione di un ravvivatore CNC con rotella diamantata. Ciò permette la correzione automatica dell'usura della mola direttamente nel programma di controllo, eliminando l'influenza del fattore umano sulla precisione produttiva.
  • Che influenza ha l'emulsione refrigerante sulla rettifica interna? Nella rettifica interna, l'evacuazione dei trucioli e del calore dallo spazio chiuso del foro è critica. Le macchine usate equipaggiate con raffreddamento ad alta pressione attraverso il mandrino o ugelli mirati prevengono alterazioni termiche della superficie (crepe) e garantiscono un processo pulito senza 'impastamento' della mola.